ARCH. ANDREA MADDALENA
ETRUSCHI E PAESAGGIO – UMBRIA E TOSCANA
Un paesaggio dalle radici profonde
Accanto alla mia ricerca sulle città dell’Europa settentrionale, da molti anni studio il paesaggio storico dell’Italia centrale, in particolare Umbria, Toscana e Lazio settentrionale.
Il mio legame con questo territorio non è soltanto accademico. Frequento queste regioni fin dall’infanzia e una parte della mia storia familiare è legata a questi luoghi. Per questo motivo la mia ricerca sul paesaggio etrusco nasce non solo dallo studio, ma anche da una lunga esperienza diretta del territorio.
Paesaggio e civiltà
In queste regioni si sviluppò la civiltà etrusca, una cultura che coltivò un rapporto profondo tra paesaggio, religione e organizzazione urbana. Per gli Etruschi il territorio non era uno spazio neutrale, ma una struttura vivente nella quale natura, cosmologia e comunità umana erano strettamente connesse.
La loro tradizione di agrimensura, ovvero l’organizzazione del territorio e delle città secondo principi cosmici e religiosi, mostra quanto forma urbana, paesaggio e visione del mondo fossero profondamente intrecciati.
Il paesaggio come portatore di esperienza umana
Città, santuari, sorgenti e linee del paesaggio facevano parte di una visione più ampia del rapporto tra l’essere umano e il proprio ambiente. Il paesaggio veniva concepito come uno spazio nel quale comunità umana, natura e ordine cosmico si incontravano.
Le mie ricerche e le mie conferenze su questo tema non riguardano quindi soltanto la storia degli Etruschi, ma anche l’idea più ampia del paesaggio come portatore di memoria culturale ed esperienza umana.
Combinando queste prospettive mediterranee con il mio lavoro sulle città dell’Europa settentrionale emerge uno sguardo comparativo su come culture diverse abbiano interpretato, organizzato e vissuto il proprio territorio.
Il paesaggio appare così come un archivio storico nel quale le tracce delle civiltà antiche sono ancora presenti.